Introduzione |
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Alcune considerazioni prima di addentrarsi nello specifico della preparazione atletica dei Cani
A) Non esiste una preparazione uguale per tutti i Cani. B) Ogni Cane è un essere a sè stante, sia dal punto di vista fisiologico che caratteriale. C) Bisognerebbe effettuare dei test, detti "da campo" per modulare e quantificare con precisione scientifica i carichi di lavoro. D) Bisognerebbe conoscere bene il Cane per sfruttare a pieno tutte le sue potenzialità. E) Bisognerebbe instaurare con il proprietario del Cane un rapporto di collaborazione, in modo che durante lo svolgimento degli allenamenti si possa velocemente adeguare il programma, alle esigenze richieste. F) Questo che segue è, quindi, solo un esempio di periodizzazione, che non vuole assolutamente sustituirsi con quella che state già effettuando. G) Vuole altresì, essere un ulteriore mezzo per dialogare e raffrontare metodi diversi di lavoro. H) Gli esempi che vado a descrivere, comunque, sono supprtati da basi scientifiche; essendo io stesso un preparatore atletico professionista e studioso di teorie e metodologie di allenamento. I) Per semplicità, o meglio, per non tediare inutilmente il lettore, andrò subito sul pratico, senza alcuna spiegazione. J) A richiesta, semmai, potremmo ipotizzare una parte puramente teorica. K) In questa prima parte non prendo in considerazione un aspetto importantissimo della preparazione atletica, che è l'integrazione alimentare. Chiunque ne fosse interessato può farlo, in questa prima parte, in privato. L) La preparazione descritta si riferisce ad un cane di età superiore ai 15 mesi, o che abbia già effettuato la lastra ufficiale della Displasia dell'anca, in buona salute e che mangia regolarmente..."da Rottweiler". M) In questa sede, o almeno per questo primo approccio, non prendo in considerazione la preparazione prima di quest'età. N) Non pretendiate di forzare il programma che vado a descrivere; il cane potrebbe rispondere bene, oppure, non accettare questo tipo di allenamento. O) Non forzate mai e fermatevi subito, al primo accenno di sofferenza del cane. P) Contattatemi e studieremo insieme il metodo "personalizzato" per il vostro cane. Q) Attenersi scrupolosamente a quanto descritto. Troppo lento, vuol dire TROTTO LENTO. Non modificare l'andatura perché, magari vedete il cane che sta bene! R) Per determinare l'andatura, partire dalla massima velocità che il cane può tenere al trotto; un pochino più forte e il cane "rompe" passando al galoppo. Questa andatura la definiamo FORTE. L'andatura LENTA viene subito dopo il passo. La media si determina a "occhio", almeno fino a quando non si può determinare la velocità oraria e questo si può fare soltanto con il tapis roulant. |
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